Clash Of Kings Strategy

As a beginner Clash of Kings can easily be overwhelming. But that’s why we are here to help. Here you have a set of tips to help you boost your strategy in Clash of Kings and become the best in this game. It’s definitely not the simplest thing you can do, but it does come with its fair share of unique features for you to explore and enjoy.

many different options for hacks

A good idea is to keep the army diverse. Different troops are strong against one thing and weak against others. That’s why you need diversity, to be able to handle just about any challenge that can arise. Also, try to keep your workers busy if possible, as that will help you keep constructing and expanding. Don’t stop expanding it will not be ok.

Attack inactive players. The reality is that you will find inactive players, so if you see them, you have to tackle them the best way that you can. On top of that, it’s a good idea to not collect the quest rewards until you need to actually use them. The idea is that in case someone will attack you, they won’t be able to access those rewards.

You can also hire temporary builders on the cheap. Investing a lot in this kind of stuff is not going to be ok, so you really have to figure out what you can do here and the results on their own will be great. Try to consider all those challenges and it will definitely be well worth the effort in the end. These tips will make it easy for you to get better at Clash of Kings Cheats. Even if it feels hard at first, the game does become easier, all you need is patience and it will be really good.

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La Biblioteca

La Biblioteca di San Sigismondo si trova al piano terra della Scuola Elementare ‘Benno Rutz’ ed è situata nella Piazza della Chiesa. E’ una piccola ma fornita Biblioteca, ed è gestita con grande gioia ed impegno. Oltre libri per piccoli e grandi vi è la possibilità di effetturare prestiti di giornali, CD, DVD e videofilm durante i seguenti orari di esercizio:

Martedì dalle ore 10.30 alle ore 11.30
Mercoledì dalle ore 14.15 alle ore 15.15
Venerdì dalle ore 19.00 alle ore 20.00
Domenica dalle ore 11.00 alle ore 12.00

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Benno Rutz

Benno Rutz nasce a Widhaus (Cantone di San Gallo, Svizzera) il 14.4.1870 e muore a Falzes (Alto Adige) il 30.6.1939. Nel 1889 entra nel seminario vescovile St. Lucius a Chur (Cantone dei Grigioni, Svizzera) e nel 1893 viene ordinato sacerdote. Oltre che agli studi teologici, si dedica molto presto allo studio della musica sacra a Regensburg e San Gallo. Trascorre alcuni anni come cappellano a Henau (Svizzera), anni durante i quali si reca alcune volte in Italia. Nel 1901 entra nell’Abbazia dei Canonici Regolari di S. Agostino, nel 1902 diventa Regenschori (termine non traducibile: supponiamo si tratti del direttore del coro), nel 1906 esprime la propria solenne professione, ovvero l’ultimo passo del candidato al sacerdozio. Accanto alla cura delle anime (dal 1934 è parroco di Falzes) coltiva per tutta la vita gli interessi musicali, come compositore, insegnante e maestro di cappella e si cimenta anche come storico. Come compositore si distingue soprattutto con opere di musica sacra, nelle quali egli preferisce uno stile semplice e popolare, conforme a quello della scuola di Regensburg. Delle sue oltre 100 composizioni, che rappresentano essenzialmente il genere musicale dell’epoca, solo poche sono state pubblicate (alcuni canti a Maria, canti per processioni per fiati, 2 vespri) La sua opera più famosa è un singspiel (intraducibile) patriottico “Die Perle Österreichs” (La perla austriaca) musicando il testo di F. Prast, che fu cantata per la prima volta a Novacella nel 1905 e che ebbe localmente una grande diffusione.

(Le notizie su “Benno Rutz” sono state cortesemente fornite dalla Biblioteca Civica C.Battisti Bolzano)

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I Ministranti di San Sigismondo

Il servizio di Chierichetto o Ministrante è un servizio che ha una lunga tradizione nella Chiesa Cattolica. Mediante questo servizio svolto nella piena consapevolezza di Dio e della Parola del Vangelo, che è una forma di Apostolato, i ragazzi più giovani possono partecipare in modo pieno ed attivo alle diverse forme di funzioni religiose.
Nella funzione Liturgica che viene espletata dal celebrante alla presenza della comunità dei fedeli, i Ministranti danno assistenza per lo svolgimento di altri servizi con le ampolline, il messale, il campanello ed altri oggetti liturgici. Nella Parrocchia di San Sigismondo abbiamo Ministranti che svolgono la loro opera come lettori di brani minori, vi sono gli addetti al coro, l’organista, ecc.. In questa attività vi è anche la necessità di coloro che eseguano lavori semplici come portare la Croce o le candele, preparare i vasi sacri e le incensazioni.
Il gruppo dei Ministranti di San Sigismondo è composto da 30 ragazzi e ragazze aventi tra gli 8 ed i 15 anni.
Essere Ministrante vuol dire appartenere ad una comunità con compiti precisi per ogni singolo componente, essere responsabili ed anche essere puntuali rispetto agli impegni presi. Però non solo il servizio è importante, anche la comunità è importante, da sempre. I Ministranti si trovano anche al di fuori dalla Chiesa per giocare a pallone, fare gite insieme e sono sempre in contatto con altre Parrocchie svolgendo attività sportive ed organizzando delle vere e proprie ‘Olimpiadi per Ministranti’. Non dimentichiamo inoltre che i Ministranti ogni anno interpretano i ‘Re Magi’, visitando tutte le famiglie di San Sigismondo come segno di pace e portando loro gli auguri per un Buon Anno.

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Nostra Signora

Nella parte est del paese di San Sigismondo si trova la Chiesa di Nostra Signora. Nel 1621, sul luogo dove già nel Secolo XV vi era un’edicola, fu edificata una Cappella che divenne meta di pellegrinaggio alla Madre Dolorosa. Nel 1680 vide la luce una nuova costruzione che tra il 1765 e il 1766 subì le modifiche con le quali si presenta attualmente. La Chiesa, immersa nella serenità dei prati e opportunamente distante dalla Strada Statale N.49 / E66, si presenta con una cupola che poggia su pilastri angolari decorati con capitelli di stucco. All’interno della cupola trova posto la Storia di Ester con i quattro Evangelisti nei pennacchi. La decorazione della cupola è stata realizzata creando un notevole effetto di profondità e distanza con un’architettura porticata davanti alla quale sono raffigurati i personaggi. Nel coro, voltato a crociera, sono dipinte le tre Virtù Divine e la Costanza. Gli affreschi sono stati realizzati dal pittore Josef Anton Zoller (1730-1791). L’altare a colonne in stucco marmorizzato risale al 1766. La Chiesa di Nostra Signora viene considerato un vero gioiello del Barocco.

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Le Chiese La Parrocchiale

La prima notizia di una Chiesa dedicata a San Sigismondo è riportata su documenti del 1177. La Chiesa è sicuramente una delle più belle e ben conservate testimonianze del Tardo Gotico Pusterese (grazie ai lavori di restauro e manutenzione dei quali ha usufruito negli ultimi anni), meta di pellegrinaggi di teste coronate e nobili come si può verificare dalla scritta riportata sul retro dell’Altare dall’Arciduca Sigismondo: Hic Sigismundus Dux. Iniziata dal Maestro Friedrich da Falzes nel 1449, ma portata a termine solo verso il 1489 dal Maestro Valentin Winkler da Falzes, la sua edificazione fu caldeggiata dall’Arciduca Sigismondo. La Cappella Laterale, del 1513, si erige sul sito dell’antica Chiesa, essa è voltata a stella e le arcate di collegamento con la navata solo in seguito sono state tamponate, mentre l’edificio che misura una lunghezza di 32 metri ed una larghezza di 10 metri, è costruito con finestroni e portali a sesto acuto, questi ultimi strombati, mentre per l’esterno si è fatto uso del granito di Falzes. L’interno è caratterizzato da un coro poligonale con navata particolarmente alta voltata a nido d’ape, i cornicioni poggiano su semipilastri, le chiavi di volta sono a forma tonda o quadrata: sono dipinte quelle del coro, attribuite alla scuola di Michael Pacher e riportano i Santi Patroni, i simboli degli Evangelisti e la Madonna in Trono. La navata presenta scene della Fuga in Egitto, la Strage degli Innocenti, San Cristoforo, i Quattro Padri della Chiesa, i Santi Giorgio e Sebastiano. La costruzione del campanile è sicuramente anteriore alla riedificazione del ‘400; il paramento è in blocchi in pietra squadrati in cui finestre archiacute si aprono su due piani. Il bell’affresco della facciata, stilisticamente vicino alla scuola Danubiana, con una dedicante posta nella zona inferiore, rappresenta una Pietà inserita tra due colonne con capitello corinzio in un paesaggio montano. Sul lato esposto a Sud, in un arco di trionfo, vi è raffigurato San Cristoforo, con ricchi costumi rinascimentali. Il santo è tra lontane montagne ed il mare nel quale fantastici esseri simboleggiano i vizi e due sirene sono intente a suonare una la zampogna e l’altra un organo a mano. Sulla riva siede un eremita davanti ad una Cappella Gotica situata vicino ad una caratteristico maso pusterese. Tale affresco, dedicato dal giudice Peter Troyer, è ritenuto il più bello del primo rinascimento nella regione, ed attribuito al pittore Ulrich Springenklee, allievo di Albrecht Durer (al quale vengono attribuiti gli affreschi della ‘Trinkstube’ nella vicina Brunico). Anche se pesantemente ridipinta, bella sul portale sud la raffigurazione delle Tre Vergini di Maranza aventi corona di fattura differente e con ai piedi uomini devoti e innamorati. L’Arciduca Ernst, zio ed educatore del Duca Sigismondo, dopo aver preso possesso nel 1438 la contea del Tirolo, commissionò presso una bottega di Brunico lo stupendo altare a portelle (proveniente dalla chiesa più antica). Esso è da considerare il più antico altare ligneo conservato integro nel Tirolo. Il Gruppo della Crocifissione sovrasta lo scrigno nel quale al centro vi è Maria con il Bambino mentre ai lati vi sono San Giacomo e San Sigismondo, Patroni della Chiesa. Nella predella vi è Maria che presenta il bambino dopo la nascita. Sul dossale della predella è raffigurato Il Cristo Doloroso mentre i lati corti sono ornati con gli stemmi degli offerenti. Le portelle dello scrigno sono dipinte all’interno con la storia della Salvezza ed all’esterno con figure di santi mentre quelle della predella all’esterno recano San Maurizio e Sant’Orsola ed all’interno il martirio del Re Sigismondo, della seconda moglie e dei figli nonché l’Uccisione degli Innocenti. L’altare maggiore neogotico, posto nella cappella laterale, fu realizzato nel 1857 dallo scultore Lapper di Natz, mentre al 1875-1880 si fanno risalire i due Altari Laterali, gli stalli del coro, il resto dell’arredo ed il pulpito che poggia su un piede granitico. I portacandele, a forma di casette a tre piani, furono eseguiti nella prima metà del Seicento in stile in parte gotico ed in parte rinascimentale. Provenienti dalla chiesa sono la statua votiva in cera del Conte Leonardo di Gorizia (trasferita nel 1897 al Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck) e la tavola votiva Jaufenberg del 1410, attribuibile a Giovanni da Brunico (conservata nella Pinacoteca dell’Abbazia di Novacella).

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Cosa vi aspetta

San Sigismondo non è un paese sfrenatamente turistico, come tanti nei dintorni, e questo ha dei grandi vantaggi che si traducono in una notevole qualità della vita. Esso è geograficamente ubicato in una parte della Val Pusteria ove essa, allargandosi, crea una vasta zona pianeggiante, areata e soleggiata. San Sigismondo ha la caratteristica di trovarsi a pochissimi chilometri dai più importanti ed attrezzati centri turistici, tali località, raggiungibili in dieci-quindici minuti, sono organizzate sia per il turismo estivo che invernale.
I collegamenti pubblici e stagionali tra San Sigismondo ed il circondario, consentono a chiunque, anche se non muniti di San Sigismondo – Val Pusteria – Bolzano – Alto Adige un mezzo di trasporto proprio, di muoversi abbastanza agevolmente. Volendo è possibile raggiungere i paesi vicini passeggiando su sentieri pianeggianti che si adattano alle esigenze di tutti, dai più piccini ai più maturi. La vita nel Paese si svolge in un clima di calma e serenità, è possibile fare delle belle passeggiate, escursioni nei boschi, dove raccogliere funghi, fragole, more, mirtilli e pigne per fare il Mugolio.

E’ anche possibile gustare alcune pietanze tipiche Sudtirolesi presso un Maso accessibile dalla Via Im Peuren. I generi di prima necessità sono assicurati dalla presenza dell’Emporio, mentre almeno un paio di bar e ristoranti, consentono di poter passare qualche ora in maniera diversa. Un grosso albergo raggiungibile a piedi, è dotato di un centro fitness. Chi si reca a San Sigismondo può decidere di soggiornare in Pensione o fittare un appartamento. In ambedue i casi gli standard qualitativi sono alti, ed i prezzi sono più che onesti. Personalmente in tanti anni ho alloggiato in quasi tutte le case e gli alberghi di San Sigismondo trovandomi sempre bene, quindi la scelta tra le diverse opportunità va rapportata solo alle proprie esigenze.

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Il Paese di San Sigismondo

All’ingresso del Paese, posta in angolo tra la Strada Statale e la via principale, si trova ‘Zu Treyen’ , una delle case storiche del paese, bar e piccolo ma fornito emporio. Al bar si possono gustare dolci tipici fatti in maniera praticamente artigianale, mentre all’emporio ogni mattina sono disponibili diverse specialità di profumato e fragrante pane. Proseguendo ancora, si gode sulla sinistra della vista dei prati e di un amorevole ‘Gesù dei Campi’, mentre verso destra si scorge la collinetta estrema del paese; si arriva così al primo slargo, dove sorgeva lo storico Albergo Neuwirt, La Signora Hilda (San Sigismondo – Val Pusteria – Bolzano – Alto Adige) che per decenni ha accolto numerosi ospiti, avvalendosi anche di altre case nei dintorni, una volta dette ‘colonie’, presso le quali negli anni ’70 nugoli di giovani, per lo più olandesi, hanno alloggiato. La stradina verso destra ci porta presso due Masi, dei quali il Mutschlechner risulta antico ed interessante.

La via si collega, poi, da un lato ad un sentiero che, attraverso i campi, riconduce alla Statale, e dall’altro alla zona nuova del Paese, ove sorgono case private e una pensione. Ritornando verso il Neuwirt e continuando per la via principale, ci si lascia a sinistra una casupola una volta sede della Caserma dei Pompieri, poco più avanti, sulla destra, posta all’angolo di una stradina che riporta alla zona nuova, un’edicola accoglie un ‘Gesù dei Campi’. La strada prosegue tra due vasti prati; sulla sinistra incontriamo dapprima la sede della nuova Caserma dei Pompieri, e dopo alcune case dall’aspetto accogliente, l’ultima delle quali è stata sede del Tabaccaio e successivamente di un piccolo supermarket, attualmente chiuso. Subito vicino troviamo l’edificio scolastico, che ospita l’asilo nido e la scuola elementare. Giunti alla piazza, possiamo finalmente ammirare la Parrocchiale di San Sigismondo con annessa la casa del Parroco. A questo punto la strada, che prende il nome di ‘Im Peuren’, si divide ed è possibile proseguire verso destra o verso sinistra. La strada che volge verso destra comincia con una discreta salita, all’inizio della quale, si trova il maso più antico del Paese, poco in avanti, sulla sinistra, si trova il Maso ‘Neuhauser’ dall’aspetto notevole e dal quale si gode di una bella vista della parte bassa di San Sigismondo. Dopo una piccola discesa, previo passaggio su un ponticello a guado di un ruscello, si entra nel bosco che porta nella parte ovest del Paese. Questa zona da pochi anni ha visto il sorgere di diverse case, alcune delle quali ristrutturate in maniera non del tutto consona allo stile del luogo. Un chilometro circa ci divide dal ritorno sulla Strada Statale, prima di raggiungere la quale si incontrano la vecchia centrale elettrica e alcune case romanticamente inserite nel boschetto. Una breve salita ci porta al ‘Maso Burgstaller’, dal quale si gode una magnifica vista ‘in toto’ di San Sigismondo. Ritornando in Piazza e proseguendo questa volta verso sinistra, oltrepassate alcune case, tra le quali la ‘Casa Abfalterer’ con stemma risalente al 1600, troviamo il Maso Hanslmoar, uno dei pochi con stalla annessa e fontana in pietra, con tanto di edicola e ‘Gesù dei Campi’. All’angolo di questa edicola si ha la possibilità, tramite un sentiero, di raggiungere un Maso dove oggi vengono cucinati alcuni piatti tipici. Proseguendo in avanti si arriva ad una discesa dove una volta trovava posto una estensione delle colonie del Neuwirt, oggi sostituite da casette a schiera dall’architettura discutibile, e poco più avanti la Chiesa di Nostra Signora. La strada termina quindi presso un Maso in alto, dal quale si ha una vista molto bella del Paese. Dall’altro lato si ritorna sulla Strada Statale, attraversata la quale ci si immette nel viale della Stazione Ferroviaria. Il viale della stazione è prevalentemente costituito da un ponte che sovrasta il fiume Rienza, affluente dell’Isarco. La piccola Stazione Ferroviaria di San Sigismondo, stile alpino, è in disuso da qualche anno, vicino ad essa sorgono alcune case ed una accogliente pensione, che apre la via, anzi il sentiero che porta ai Bagni d’Ilistra, sede di un albergo da tempo in disuso, ma soprattutto di una splendida Chiesa, il cui Patrono è S.Ulrico. Essa risale al 1300 circa e si dice fu frequentata dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe.

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Bienvenuti!

Benvenuti nel sito web di San Sigismondo in Val Pusteria – Plan de Corones, Provincia di Bolzano. Il Paese si trova in Sudtirolo, nella Regione Trentino Alto Adige, in una piacevolissima posizione geografica. In questo sito troverete tutte le informazioni relative alla Storia, all’Arte, alla Cultura, alla Gastronomia, Hotel, Appartamenti, Agriturismo. Troverete inoltre le informazioni necessarie per raggiungere il Paese e soggiornarvi in qualunque periodo dell’anno. Potrete visionare i Fotoalbum, i Filmati e le Pagine dedicate ai Vigili del Fuoco. Buon divertimento…

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